Cecenia: due residenti rapiti nel distretto di Achkhoi-Martan

Il 21 giugno 2012 Malika Vakhaevna Dzhabrailova, 19 anni, residente in via Zarechnaya 57 nel villaggio di Yandi del distretto di Achkhoi-Martan (Repubblica di Cecenia), si è rivolta al Centro per i diritti umani “Memorial”, segnalando il rapimento di suo marito Adlan Salamovich Galaev, 23 anni.

Come da sua dichiarazione, il 18 luglio 2012 alle ore 11:00 circa 20 persone, armate e in mimetica, hanno fatto irruzione nel loro cortile. Ci sono due case situate all’interno del cortile: Adlan con Malika e due figli piccoli vivono in una, mentre sua madre Zulai Galaeva e la sorella minore Zharadat vivono nell’altra. Gli agenti, senza qualificarsi e senza offrire alcuna spiegazione, hanno chiesto alla madre di Adlan dove egli si trovasse. Zulai ha indicato loro la casa. Hanno sfondato la porta di casa e hanno cominciato a perquisire la casa e il cortile, chiedendo di mostrare dove avessero nascosto le armi. Secondo Malika, Adlan dormiva profondamente. Gli uomini hanno tentato di svegliarlo, colpendolo sulla testa diverse volte, ma con grande sorpresa dei suoi parenti non si è svegliato.

Malika ha riferito che il giorno precedente un vicino di Adlan, Dukvakha Shavkhalov, gli aveva fatto visita. Dopo che il vicino se ne era andato, la madre di Adlan aveva notato sul tavolo del figlio una bottiglia di vetro con del liquido trasparente. Lei gli aveva chiesto cosa fosse e lui le aveva risposto che Dukvakha gli aveva portato della vodka insistendo perché la bevesse. Questo aveva sorpreso la madre di Adlan. Tutti sapevano che Adlan non aveva mai bevuto alcolici. Adlan aveva promesso a sua madre che non avrebbe bevuto il contenuto della bottiglia.

Malika ha scritto che al momento della perquisizione uno degli agenti, avendo notato la bottiglia, se l’era messa in tasca senza farsi notare.

Gli agenti hanno preso Adlan con loro che era privo di sensi. Adlan indossava una t-shirt marrone e pantaloni di seta dello stesso colore. Quando Zulai ha cercato di scoprire dove lo stavano portando, hanno detto “per chiarimenti”, senza specificare ulteriori dettagli.

Malika ha anche riferito che Adlan è stato già illegalmente detenuto nel 2010. Allora era tornato a casa dopo una settimana. Era stato torturato e costretto a firmare confessioni. Adlan era stato condannato a una pena sospesa di un anno ai sensi dell’art. 208 del codice penale della Federazione Russa (organizzazione o partecipazione a gruppo armato illegale). Al momento del rilascio, è stato registrato dal Dipartimento di Polizia e nessun altra accusa è stata rivolta contro di lui.

Il giorno dopo il rapimento di Adlan, il 19 giugno 2012, i suoi parenti si sono rivolti all’ufficio del pubblico ministero di Achkoi-Martan, al Servizio federale di sicurezza, al Ministero degli Affari Interni della Cecenia, al Ministero degli Affari Interni della Federazione Russa, al Comitato investigativo della Cecenia Repubblica, al Comitato Investigativo della Federazione Russa, e anche al Commissario per i diritti umani nella Repubblica cecena, al Presidente della Federazione Russa e al capo della Repubblica cecena.

Secondo Malika, quando sono andati al ROVD (District Interior Division) del Dipartimento per le indagini penali di Achkhoi-Martan, il capo del dipartimento Taus Mamakaev ha riferito che Adlan era accusato di favoreggiamento nei confronti dei militanti separatisti. Alla domanda dei parenti se sapesse chi aveva preso Adlan, Mamakaev ha risposto in senso negativo.

Il 20 giugno, Malika è stata convocata per un interrogatorio presso il Dipartimento delle indagini penali. Mamakaev le ha chiesto di persone a lei sconosciute, presumibilmente residenti nel villaggio di Assinovskaya. Lui ha affermato che erano suoi parenti e che lei avrebbe dovuto conoscerli. Durante l’interrogatorio, Mamakaev non le ha domandato nulla del rapimento del marito. Malika è stata interrogata alla presenza di un avvocato, chiamato dai suoi parenti, anche se Mamakaev ha assicurato loro che questo non era necessario. Inoltre, il capo del dipartimento per le indagini penali hanno chiesto che anche la sorella più giovane Adlan Zharadat Galaeva, classe 1991, si presentasse per l’interrogatorio. Questa si è presentata lo stesso giorno. Mamakaev le ha domandato chi le avesse consegnato il suo telefono. Secondo Mamakaev quel telefono cellulare con dentro un’altra sim-card sarebbe stato utilizzato per la comunicazione tra i membri di un gruppo armato illegale. Allora le hanno preso il telefono e glielo hanno restituito dopo pochi giorni, dicendole che non avevano nessuna denuncia contro di lei.

Dopo il rapimento di Adlan, la famiglia non ha più pernottato nella propria casa. Secondo Malika, alcuni testimoni oculari hanno riferito che gli agenti sono tornati nella casa due volte, di notte. Hanno rotto le porte, rotto finestre e perlustrato tutta la casa dentro e fuori.

Malika ha dichiarato che Adlan era gravemente malato: soffriva di una gravissima forma di insufficienza respiratoria. Dopo le torture subite nel 2010, le sue condizioni erano peggiorate e aveva subìto un trattamento medico. Una pausa del suo trattamento può essere motivo di pericolo di vita.

È noto che lo stesso giorno del rapimento di Adlan, un altro residente del villaggio di Yandi, Mairbek Zhalaudinovich Baidulaev, 16 anni, è stato rapito. Era in visita da sua zia (all’indirizzo: via Gorenko 11, villaggio di Stary, Grozny, regione Staropromyslovsky). Era uno studente di IX grado della scuola media di Yandi e aveva superato tre esami. Al 29 giugno, il luogo di detenzione di Baidulaev e Galaev rimane sconosciuto. I parenti di Mairbek non hanno contattato il Centro per i Diritti Umani di Memorial.

2 luglio 2012

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.memo.ru/eng/news/2012/07/02/0207121.html

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...