Conferenza stampa dedicata al terzo anniversario della morte di Natasha Estemirova

Si terrà oggi, venerdì 13 luglio 2012 alle ore 11:00, una conferenza stampa presso l’agenzia di informazioni stampa Interfax-center (1 ° Tverskaya-Yamskaya Street, 2) sul seguente tema: “Tre anni dopo la morte di Natalya Estemirova: perché gli omicidi degli attivisti e dei giornalisti nel Caucaso del Nord non sono oggetto di indagine e come si cerca di mettere a tacere coloro che chiedono un’indagine adeguata.”

I partecipanti della conferenza stampa sono:

Igor Kalyapin, capo del Comitato inter-regionale contro la tortura (Nizhny Novgorod),

Biakai Magomedov, Editor-in-capo del giornale “Chernovik” (Makhachkala),

Tatyana Lokshina, Senior Research di Human Rights Watch in Russia,

Aleksandr Cherkasov, presidente del consiglio di amministrazione della Human Rights Center Memorial.

Tre anni fa, il 15 luglio 2009 a Grozny, Natalya Estemirova – dipendente del Centro per i diritti umani Memorial e giornalista – è stata rapita da persone sconosciute, portata in Inguscezia e uccisa. I suoi colleghi hanno collegato l’omicidio, in modo inequivocabile, al le sue attività professionali: Natasha aveva denunciato rapimenti, torture ed esecuzioni extragiudiziali condotte dai funzionari delle strutture di potere locali.

Un anno fa, nel secondo anniversario della sua morte, i difensori dei diritti umani hanno riferito della totale infondatezza della versione ufficiale, secondo la quale Estemirova è stata uccisa da alcuni militanti (http://www.memo.ru/eng/news / 2011/07/26/2607111.html). Quella stessa estate un tribunale ha assolto il capo di Memorial, Oleg Orlov, che aveva indicato il capo della Cecenia Ramzan Kadyrov quale responsabile di questo crimine. Tuttavia, fino ad oggi, l’omicidio di Natasha non si è voluto investigare.

Dopo di lei, le seguenti persone sono state uccise: gli attivisti Zarema Sadulaeva e Alik Dzhabrailov, la dipendente del Danish Refugee Council Zarema Gaisanova in Cecenia; il leader del movimento di protesta Maksharip Aushev in Inguscezia; il fondatore del giornale “Chernovik”, Khadzhimurad Kamalov in Daghestan. I loro assassini sono rimasti impuniti. Allo stesso tempo, le autorità esercitano continue pressioni sui difensori dei diritti umani e sui giornalisti che chiedono delle indagini adeguate, Inoltre le condizioni di lavoro degli attivisti e dei media indipendenti nella regione stanno diventando sempre più difficili.

Questi temi, tra cui nuovi casi di persecuzione di attivisti, saranno portati alla luce nel corso della conferenza stampa.

12 luglio 2012

Trad. di M. Ceresa

http://www.memo.ru/eng/news/2012/07/12/1207123.html

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