#FreePussyRiot. Annaviva scrive all’ambasciata russa in Italia

COMUNICATO STAMPA

Non lasciamole sole!

Ieri abbiamo manifestato (eravamo oltre un centinaio! E numerosissime le adesioni che abbiamo ricevuto via internet) a Milano contro la sentenza che ha condannato le Pussy Riot. Ed eravamo in compagnia di migliaia di persone in tutto il mondo.

Oggi, aderendo all’appello di Articolo 21 e Donne Viola, invitiamo tutti coloro che condividono questa battaglia “mondiale”contro una sentenza che va contro l’elementare diritto di ogni uomo ad esprimere liberamente il proprio pensiero, ad inviare una lettera di protesta e di richiesta di immediata liberazione all’ambasciata russa in Italia.

E’ importante che non cali l’oblio su una vicenda triste, per tutti noi, imbarazzante, per il regime di Putin in Russia, e impegnativa, per le tre Pussy Riot Yekaterina Samutsevich, Maria Alyokhin e Nadezhda Tolokonnikova.

Non lasciamole sole!

L’indirizzo è: Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana – via Gaeta, 5 –
00185 Roma – mail rusembassy@libero.it

Questo i testo della lettera inviata oggi da Annaviva:

“ abbiamo seguito con trepidante e preoccupato interesse il processo che si è concluso ieri, 17 agosto, con la sentenza di condanna a Yekaterina Samutsevich, Maria Alyokhin e Nadezhda Tolokonnikova, componenti il complesso musicale Pussy Riot, per aver cantato a febbraio nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca chiedendo alla Santa Vergine di liberare la Russia da Putin.
Sempre ieri a Milano, in via Dante sotto il vessillo russo per Expo 2015, in contemporanea mondiale con centinaia di analoghe manifestazioni, abbiamo protestato pubblicamente contro il processo e questa sentenza, ritenendola ingiusta e sproporzionata, convinti che si sia voluto colpire un simbolo, cercando di schiacciarlo, più che quanto successo realmente nella cattedrale moscovita.
Riteniamo che l’aver espresso un libero pensiero di condanna al sostegno dato dalla Chiesa ortodossa a Putin, seppur in modo “plateale ed irrispettoso”, non possa portare – in un paese libero e democratico come la Russia vorrebbe presentarsi al mondo intero – alla sentenza di condanna emessa ieri dal tribunale moscovita.
Accetta il dissenso e non lo reprime dimostrando di averne paura: questa è democrazia! Altrimenti è altro.
Facciamo nostre le parole del filosofo sloveno Slavoj Žižek “Il messaggio dei loro passamontagna è che non importa chi di loro è stata arrestata – non sono persone, sono un’Idea. Ed è per questo che sono una minaccia: è facile imprigionare gli individui, ma provate a imprigionare un’Idea!”.

Chiediamo tramite l’ambasciata russa in Italia, la liberazione immediata di Yekaterina Samutsevich, Maria Alyokhin e Nadezhda Tolokonnikova: devono ritrovare al più presto la libertà personale e la libertà di esprimere pubblicamente il loro dissenso.

Associazione AnnaViva

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2 pensieri su “#FreePussyRiot. Annaviva scrive all’ambasciata russa in Italia

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