Olga Zelenina e il mistero dei semi di papavero

Questo è un commento di Marija Šubina, giornalista di Snob, su facebook, riguardo ad un caso giudiziario in cui è implicata una nota ricercatrice russa, Olga Zelenina, la quale, collaborando con le autorità russe, avrebbe fatto in modo che semi di papavero alimentare non rientrassero nelle nuove regole e percentuali della legge anti-droga. E’ stata accusata così di tentato contrabbando. Traduzione di Cristian Zinfolino.

Nei commenti non è possibile pubblicarlo, è troppo lungo, per questo ho deciso di pubblicarlo in un post. Questa è la lettera del marito della ricercatrice Olga Zelenina (55 anni. Più di 30, dedicati alla scienza. Lei è responsabile del laboratorio di chimica analitica dell’Istituto di ricerca per l’Agricoltura di Penza. Zelenina è una esperta nello studio di papaveri e cannabis), che si trova in un carcare di isolamento con l’accusa di contrabbando di sostanze stupefacenti, apparentemente, per non aver offerto una perizia adeguata agli inquirenti nel caso del contrabbando di sostanze stupefacenti. La reazione del marito della Zelenina, capo reparto dell’Istituto di Ricerca per l’Agricoltura Igor Zelenin, kandidat delle scienze agricole, presente al processo, è la seguente:
1. Tutto sommato, l’intera accusa si basa sulla sua (Zelenina) perizia da specialista, la cui bozza era stata concordata da lei sin dall’inizio, ed in seguito ufficializzata con carta intestata dell’Istituto di Penza e dalla firma del direttore dell’Instituto, A.A. Smirnov, nel 2011. Questa era la risposta alla richiesta formale dell’Istituto di Ricerca per il caso penale dell’imprenditore Šilov, dichiarato nel 2010 non luogo a procedere, riguardante un presunto contrabbando di una grossa partita di droga introdotta in Russia.
Qui si intendeva non la stessa importazione di 42 tonnellate di papavero alimentare, ma una presunta presenza di sostanze stupefacenti (240 gr. circa). Non solo questa non è una evidente presenza di droghe, ma la sua presenza è stata attestata dai ricercatori attraverso un metodo discutibile.
La perito Zelenina ha osservato che i ricercatori hanno semplicemente moltiplicato le tracce insignificanti di morfina e codeina (del 10000%!!!), per l’intera massa della partita di papavero. Questi 240 grammi «calcolati» hanno consentito di collegare questo caso con il contrabbando su larga scala e, di conseguenza, i coinvolti sono stati accusati con un altro articolo del codice penale. Una differente conclusione prevede che la sostanza non pura risulta tecnologicamente inseparabile dalla massa essenziale del papavero.
Di conseguenza, in risposta alla Zelenina, la perizia ha porta a concludere che distruggere le sostanze nocive sarebbe stato possibile solo distruggendo tutta la partita di papavero, siccome dividere le sostanze estranee in quantità di 240 gr da 42 tonnellate è tecnologicamente impossibile.
In verità, proprio come uno specialista, anche Olga Zelenina ha fatto la sua perizia, valutando con precisione il fondamento scientifico delle perizie sulle questioni sollevate in conformità con il metodo scientifico. Sulla base di questa perizia i ricercatori hanno accusato O. Zelenina di  complicità nel contrabbando e di complotto con l’imprenditore.
2. Nonostante tutte le assurdità dell’accusa, il tribunale ha sentenziato l’arresto di O. Zelenina sotto custodia ancora con le indagini in corso, ovvero dal 15 ottobre 2011.
Non è stata tenuta da conto nessuna controbattuta della difesa (riguardo le condizioni di salute della donne, che avrebbe consultato il medico per continui attacchi di cuore e per malattie croniche)
Nonostante le numerose richieste e più di una decina di malleve, non sono stati considerati minimamente dal tribunale: né quelle del personale dell’Istituto, dove lei ha lavorato per 20 anni; né quelle degli altri periti, impiegati dell’Accademia delle scienze Russa per l’Agricoltura; né quelle del presidente dell’organizzazione per i diritti umani, con cui lei ha svolto attività legislative e ha partecipo a sedute della Camera Pubblica in qualità di esperto in materia.
Apparentemente, anche questa importante malleva, concessa da Commissario per i diritti umani in Russia, Vladimir Petrovič Lukin, è stata ignorata dal tribunale. Gli investigatori del caso hanno dubitato talmente tanto sull’autenticità della firma di Lukin, che hanno promesso di far analizzare questo documento da dei grafologi esperti.
3. In breve, gli avvocati della difesa hanno  sostenuto invano argomentazioni e costruito  conclusioni logiche. Tutte le loro ragioni e i loro discorsi sono stati distrutti dai semplici ragionamenti del ricercatore Alksandr Majramovič Pliev, secondo cui la Zelenina, trovandosi in libertà, potrebbe interferire con le indagini.
Gli avvocati hanno cercato di comprendere la logica delle indagini e hanno chiesto in che modo potrebbero essere svolte dall’imputata, se tutti i testimoni chiave e i collaboratori dell’istituto già adesso sono stati incalzati con domande pressanti dagli inquirenti; gli imprenditori che hanno importato i papaveri, anche loro sono stati incarcerati in custodia cautelare; tutti i computer domestici e di lavoro, tutti i documenti e le e-mail della Zelenina sono stati messi sotto sequestro, e i locali di lavoro dell’istituto messi sotto sigillo? Gli stessi inquirenti non hanno dato risposta o prova a queste domande. Al giudice istruttore è venuto in mente un tale pensiero e ha considerato opportuno per la Zelenina stare in carcere per tutto il periodo delle indagini.
Qui bisogna ricordare però che il perito Zelenina ha fatto la sua perizia, all’inizio del 2010, poi a più riprese (4 volte) è stata chiusa poi ripresa. L’ultima volta, il caso è stato ripreso il 13 agosto 2012 e ha fatto arrestare quasi tutta la famiglia di imprenditori, che nel 2010 hanno cercato di introdurre questi nefasti papaveri dall’Italia in Russia. Qui bisogna chiarire che l’imprenditore S.Ja. Šilov, che ha importato il papavero, ha conosciuto per la prima volta Ol’ga Zelenina solo nel 2011, nella seduta della Camera Pubblica della Federazione Russa, quando era presente, insieme ai dipendenti dell’Antidroga, per la questione relativa ai problemi dell’importazione del papavero. Loro, congiuntamente, cercavano di trovare una soluzione a queste questioni.
Purtroppo, in questo modo, adesso esce fuori che il caso potrà protrarsi a lungo, e per quanto tempo non è chiaro. Ol’ga Zelenina non si è mai rifiutata di collaborare con gli inquirenti, e combatte affinché il suo nome riacquisti fiducia.
Voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato con le malleve e ci hanno dato tutti i tipi di supporto, soprattutto quello morale.
I nostri avvocati stanno facendo tutto ciò che è nelle loro forze, ma queste non sono illimitate. Speriamo ardentemente nell’aiuto degli specialisti competenti nelle questioni descritte. Sono convinto che l’aiuto degli esperti ci sarà necessario. Ed è già chiaro che le questioni scientifiche e metodologiche della perizia non posso essere risolte mentre gli specialisti sono in custodia cautelare senza accuse in merito. Una petizione sulla scelta delle misure cautelari è stata presentata dopo 48 ore dall’arresto.
L’azione per l’arresto di mia moglie Ol’ga Zelenina per il presente caso, protrattosi per un anno dalla sua lettera, sembra alquanto strano e legato in modo macchinoso col principale caso del “papavero”.
I.N. Zelenin

2 pensieri su “Olga Zelenina e il mistero dei semi di papavero

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