Processo Pussy Riot, due condanne

Oggi il tribunale di Mosca ha confermato al processo di appello la condanna a due anni per due delle ragazze del gruppo punk Pussy Riot, colpevoli di atto di teppismo aggravate dalla blasfemia. La terza componente, Ekaterina Samucevich, ha visto sospeso il suo verdetto ed è ora in libertà vigilata.  Il nuovo avvocato della ragazza ha sostenuto che la giovane Pussy Riot è stata vicino all’altare della Chiesa del Cristo Redentore per meno di 15 secondi e che è è stata fermata dalla sicurezza subito, prima di saltare, gridare e urlare frasi offensive per i credenti.

Durante il processo, una delle tre Pussy Riot ha definito più volgare, rispetto alla loro esibizione, la frase con cui Putin ha conquistato il consenso nelle elezioni del 2000: “inseguiremo i terroristi fin nel cesso”. L’ex spia del KGB divenne popolare con quella frase per la guerra patriottica contro i ceceni (decine di migliaia i morti, per lo più civili).

Le Pussy Riot oggi in aula si sono dichiarate “prigioniere politiche”. Amnesty le ha, fin dal giorno del loro arresto in carcerazione preventiva, considerate “prigioniere di coscienza”.

FREE PUSSY RIOT

#PussyRiot

Fonte: Andrea Riscassi, Financial Times, EngPussy Riot

Ecco alcune foto del flash mob di Annaviva a Milano:

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