Boicottare le olimpiadi di Sochi?

sochi 2014

Da quando la Russia si è aggiudicata le olimpiadi invernali del 2014 a Sochi, ha avuto a che fare con varie situazioni problematiche, da un’innalzamento dei costi alle rimostranze storiche della diaspora circassa, alle preoccupazioni per una rivolta islamica nel Caucaso del nord. Ma c’è un problema che le autorità non hanno previsto, né sembrano ancora capire, e che ora rischia di rovinare le ambizioni russe.
La legge, firmata dal presidente Vladimir Putin a giugno sulla “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali” tra i minori fino a ora non ha portato a nessun caso. Come per altre mosse recenti, a esempio il divieto di adozioni da parte degli americani e la criminalizzazione della bestemmia, il movente sembra più politico che morale. Un deputato di Russia Unita parla di proteggere il Paese contro la “distruzione dei suoi codici culturali fondamentali”. Codici che si semplificano in anti occidentale, anti liberale e anti moderno. Masha Lipman del Carnegie Moscow Centre, un centro di ricerca politica, dice il Cremlino ha cercato di “isolare e stigmatizzare” queste persone, nel tentativo di creare un mito, una nuova identità russa, mescolando pietà ortodossa, valori tradizionali e la diffidenza provinciale verso le grandi città.

I gay e le lesbiche sono facili bersagli. La Russia è socialmente liberale in fatto di adulterio, aborto e divorzio, ma l’atteggiamento nei confronti dell’omosessualità è simile a quello in Occidente di una generazione fa. Il contorto pensiero sovietico è aggravato dal ruolo che ha lo stupro maschile nella cultura carceraria e alla stigmatizzazione delle vittime, degradate, umiliate per la vita.
Eppure, disagio e disgusto, più che una palese ostilità, hanno governato l’atteggiamento del pubblico. L’esistenza di gay e lesbiche è tollerato fintanto che non escano per strada a “contaminare” gli altri, dice Tanya Lokshina di Human Rights Watch, anche se la quasi invisibilità di gay e lesbiche ha lasciato pregiudizi e incomprensioni. Un sondaggio del Centro Levada ha rilevato che l’80% degli intervistati non ha un solo conoscente omosessuale. Alexander Smirnov, a cui è stato chiesto di lasciare il suo lavoro presso l’ufficio del sindaco di Mosca dopo il suo “coming out” sulla rivista culturale Afisha, dice i gay sono visti come “persone estranee“.

Ora la nuova legge aggiunge un ingrediente emotivo al pregiudizio latente, collegando omosessualità e pedofilia. Che risuona come un’esaltazione culturale della purezza dell’infanzia. Più di tre quarti dei russi intervistati dicono di sostenere il divieto ai gay di fare  “propaganda” verso i minori. In linea di principio, la legge sembra impedire ogni difesa pubblica dei diritti di gay e lesbiche. In effetti, dice Polina Andrianova del gruppo Coming Out, in questo modo è stata creata una casta “socialmente iniqua”.
Ancora più preoccupante, dice, è il fatto che la legge ha implicitamente dato un “via libera all’aggressione“. Una nuova tendenza brutta è la pubblicazione di video che mostrano uomini e ragazzi gay con l’inganno, invitati a incontri dove vengono umiliati. Igor Kochetkov, un altro attivista, parla “disillusione e depressione” tra i gay in Russia, un sondaggio rileva che il numero di persone che ha vissuto molestie o pressione è raddoppiato nell’ultimo anno del 50%.

I funzionari russi sembrano ancora sconcertati dall’idea che gli stranieri abbiano veramente a cuore il problema. Stimolati dagli attivisti che chiedevano il boicottaggio delle Olimpiadi a Sochi, i governi stranieri hanno protestato. Un funzionario del Comitato Olimpico Internazionale dice che è “non felice” e ha cercato invano di mettere in guardia il governo che la nuova legge ha presentato un “enorme problema”, ma le sue richieste non sono state ascoltate. Il Comitato Olimpico Internazionale è ora in attesa di un documento scritto dal vice primo ministro, Dmitry Kozak, che dovrebbe dare quelle che definisce “rassicurazioni di ferro” che la legge non influenzi i partecipanti o gli spettatori dei giochi olimpici. Altri ministri russi hanno detto ripetutamente che la legge sarà in pieno vigore durante le Olimpiadi. Un compromesso per Sochi è probabile, ma date le priorità politiche di Putin e gli atteggiamenti della società, le prospettive per i gay russi restano nell’oscurità.

Fonte: The Economist

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