Russia contro Greenpeace. Attivisti accusati di pirateria

Russia Arctic

Le autorità russe stanno minacciando di portare accuse penali contro gli attivisti a bordo della nave di Greenpeace sequestrata nel Mar Pechora. Gli attivisti erano lì per attirare l’attenzione sui rischi ambientali dell’estrazione di petrolio nelle acque dell’Artico. C’erano 27 persone a bordo (30 secondo Greenpeace), tra cui quattro cittadini russi.

L’unità regionale del comitato investigativo della Russia (Fsb) ha detto che sta considerando di accusare gli attivisti di pirateria, con una pena fino a 15 anni di carcere.

Il 21 settembre, il capo amministrativo del Cremlino Sergei Ivanov ha detto che gli attivisti di Greenpeace hanno agito in modo “troppo radicale”. Parlando a Stoccolma, Ivanov ha detto che Greenpeace è un’organizzazione nota, ma secondo lui, i loro tentativi di salire sulla piattaforma petrolifera “Prirazlomnaya” nel Mar Pechora, assomigliavano alle azioni dei pirati somali.
Greenpeace International ha respinto con forza le accuse russe di pirateria. In una dichiarazione, il consigliere generale del gruppo, Jasper Teulings, ha descritto l’accusa come un disperato tentativo da parte delle autorità russe di giustificare il sequestro illegale della nave di Greenpeace in acque internazionali.
Greenpeace ha detto che i militari russi, armati, hanno forzatamente abbordato e sequestrato la “Arctic Sunrise” il 19 settembre. Il giorno dopo, i due attivisti che erano saliti sulla piattaforma petrolifera russa, di proprietà di Gazprom, sono stati arrestati.
La nave con il resto dell’equipaggio è stato trainato al porto di Murmansk.

“L’Arctic Sunrise è arrivato in queste acque ghiacciate al fianco delle milioni di persone in tutto il mondo, che si oppongono alle trivellazioni petrolifere nell’Artico”, ha detto Greenpeace in una dichiarazione dopo il sequestro. “Insieme abbiamo voluto protestare pacificamente contro i piani di Gazprom a diventare la prima azienda a pompare petrolio dal gelido oceano Artico.”

L’Fsb ha respinto l’affermazione del gruppo secondo cui la nave era in acque internazionali quando è stata sequestrata. Le autorità russe hanno anche detto che gli attivisti in avvicinamento alla piattaforma petrolifera assomigliavano a una bomba.
Greenpeace, che sostiene la non violenza nei suoi sforzi ambientali, ritiene questa accusa “ridicola”.

La Russia, uno dei cinque Paesi che si affacciano sul Mar Glaciale Artico, ha intensificato la ricerca di energia e di altri interessi nell’Artico negli ultimi anni.

Fonte: Radio Free Europe

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