Sochi, tra Pussy Riot e il referendum contro i gay

sochi 2014

Manca poco all’inizio delle olimpiadi  di Sochi, Russia. Le Pussy Riot, appena uscite dal carcere, avevano subito minacciato di boicottare i giochi, annuncio ripetuto anche nelle recenti interviste. Le autorità russe hanno però deciso di arginare le manifestazioni politiche a Hosta, 20 km da Sochi, un “luogo ben collegato” e “abbastanza comodo per la celebrazione di qualsiasi tipo di azione politica”, ha spiegato il vice primo ministro russo Dmitri Kozak. Le olimpiadi saranno rese sicure da un plotone di 42mila agenti di polizia.

Intanto la chiesa russa avrebbe proposto un referendum per rendere illegali le relazioni omosessuali viste le pressioni internazionali dopo la legge di propaganda omosessuale e le defezioni dei leader mondiali all’inaugurazione delle olimpiadi di Sochi (Letta?). Secondo le autorità religiose russe più della metà dei russi considererebbe l’omosessualità una malattia o un crimine. “Deve essere la maggioranza del nostro popolo a decidere cosa sia un crimine o no, non una potenza straniera”, ha dichiarato il portavoce, Vselovod Chaplin.

Annaviva vi aspetta domani 13 gennaio alla prima lezione del corso di russo alla Libreria Popolare di via Tadino, Milano.

Fonte: Ilvelino.it, studioconsulenzeromano.net

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