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Mosca, photogallery della Marcia dei milioni

Si è svolta oggi a Mosca la preannunciata Marcia dei milioni, la nuova manifestazione di protesta contro la discussa rielezione a presidente di Vladimir Putin lo scorso marzo. La marcia si è svolta all’indomani delle perquisizioni a casa degli oppositori, dopo l’approvazione della legge contro le dimostrazioni non autorizzate, in concomitanza con la festa nazionale russa del 12 giugno. Per questo motivo si temevano scontri tra l’opposizione e le forze dell’ordine ma alla manifestazione di oggi non ci sono stati problemi. Ricordiamo che all’ultimo evento di protesta del 6 maggio erano stati arrestai oltre 400 manifestanti tra cui i leader dell’opposizione russa, NavalnyUdaltsov.

Secondo gli organizzatori erano presenti 20mila persone (10mila secondo la polizia).

Ecco alcune foto scattate durante la Marcia dei milioni e postate su twitter dai manifestanti con l’hashtag  #12июня:

Tutto il racconto della giornata (in lingua inglese) sul sito di The Moscow Times

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L’opposizione contro Putin. Navalny e Udaltsov di nuovo liberi

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Intanto due dei leader dell’opposizione russa Aleksey Navalny e Sergey Udaltzov tornano in libertà. Entrambi hanno scontato una pena amministrativa di 15 giorni, colpevoli di aver organizzato le ‘passeggiate del popolo’, ovvero i sit-in in giro per Mosca di cui di aveva parlato qualche settimana fa Denis Bilunov durante un incontro con gli amici di Anna Viva. Le proteste in strada, tra l’altro continuano tuttora.

Anna Viva organizza l’incontro “La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato

Si torna a parlare di Vladimir Putin, Russia, elezioni, potere, venerdì 1° giugno alle 21 a Tavazzano con Villavesco (Lo).

L’incontro, dal titolo “La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato, è organizzato dall’associazione culturale “Amici del Nebiolo” in collaborazione con Anna Viva e la Commissione Cultura, con il patrocinio del comune lodigiano.

La serata sarà occasione per una riflessione sulla situazione socio-politica in Russia in compagnia di alcuni amici di Anna Viva, presenti alle ultime contestate elezioni che hanno permesso a Putin di tornare a ricoprire la carica di presidente: Andrea Riscassi (autore del libro“Anna è viva”), Luca Bertoni e Marina Davydova.

Appuntamento venerdì 1° giugno alle 21 presso la Sala Conferenze del municipio di Tavazzano con Villavesco, piazzale 24 novembre,1. Tavazzano con Villavesco si trova sulla linea del passante feroviario S1 in direzione Lodi, e dista circa 40 minuti dalle stazioni milanesi (Porta Venezia – Repubblica – Porta Garibaldi). Il municipio è a circa 600 metri dalla stazione.

Vi aspettiamo!!!

Locandina:

Denis Bilunov:”In Russia qualcosa sta cambiando”

Annaviva è in queste ore con Denis Bilunov alla Libreria Popolare di via Tadino 18, Milano, per parlare della situazione politica in Russia.

L’opposizione è attiva e numerosa (alle manifestazioni di domenica 6 maggio hanno partecipato tra le 60mila alle 100mila persone provenienti da tutto il Paese, non solo moscoviti, a differenza delle manifestazioni di dicembre. Sarebbero stati anche di più ma, in 72 casi, la polizia è intervenuta per bloccare i manifestanti, per esempio chiudendo la stazione ferroviaria).

Rispetto alle proteste degli ultimi mesi, Bilunov sottolinea che nelle ultime proteste c’è stata più voglia di provocare gli scontri con la polizia che controllava che il corteo seguisse il percorso prestabilito (per potervi accedere bisognava superare i metal detector).

Qualche risultato è stato ottenuto. Per esempio Denis Bilunov dice che a novembre, per poter formare un partito, servivano 45mila firme provenienti da 43 diversi Paesi della Federazione russa (ovvero la metà delle regioni) mentre ora ne bastano 500.

“Alle manifestazioni di marzo non c’era tanta gente quanto durante le proteste di dicembre e febbraio. Le persone erano deluse e rassegnate”, continua Bilunov. “I radicali hanno quindi deciso di indirre una specie di guerra per il 6 maggio, il giorno prima dell’investitura di Putin“. Così è stato…
Non tutta l’opposizione era d’accordo, però. Si sentiva il bisogno di qualcosa di più aggressivo rispetto al solito comizio ma non il confronto violento. La soluzione era quella di organizzare, dopo il discorso, un accampamento in strada fino a quando la polizia lo avrebbe reso possibile. In questo mondo si sarebbe potuto attirare maggiormente l’interesse mondiale.
Alla vigilia del 6 maggio Bilunov non si sarebbe mai aspettato tutta quella folla (secondo lui, erano come minimo 50mila). Vista la situazione, si è deciso di fermare il corteo al ponte che porta al Cremlino, senza girare nella via a destra come pattuito con le autorità. L’intenzione era solo quella di spaventare ma qualcuno, particolarmente arrabbiato, è andato oltre… così sono iniziati gli scontri. La polizia ha usato i manganelli, fumogeni, macchine ad acqua a pressione… Ci sono stati lanci di molotov, probabilmente portati da provocatori, visti i controlli rigidi e rigorosi che facevano all’ingresso del corteo.
Navalny e Udaltsov, a quel punto, hanno cercato di parlare alla folla dal palco ma sono stati arrestati. I manifestanti sono rimasti poi in strada fino alle 22 e per una ventina di minuti sono riusciti anche ad aprire le tende. La manifestazione è stata un successo.

“Dal 7 maggio ci sono persone che cercano di accamparsi in giro per la città – racconta Bilunov – Se vengo mandati via, loro si spostano da un’altra parte e ricominciano, senza violenza. Se arrivano i poliziotti cercano di scappare. Le persone decidono questa specie di ‘campeggi’ con i social network“. Questa forma di protesta sta funzionando anche a San Pietroburgo. Da domenica circa mille persone sono state arrestate e, alcuni di loro, persino più di una volta.

“In questo momento – racconta il nostro ospite – mille persone sono accampate e cantano con una chitarra in stile Woodstock. La polizia sta aspettando di decidere il da farsi perché sanno che se li mandano via, questa gente si posizionerà da un’altra parte di Mosca“.

Secondo Bilunov, l’autorità cercherà di tenere Navalny e Udaltsov in carcere più tempo possibile ma vista la protesta in atto potrebbe avere paura. Forse anche la rinuncia di Putin di andare al G8 negli Usa è dovuta alla situazione in patria e alla possibilità di critiche da parte degli altri capi di Stato.

“Per risultati solidi non bastano le proteste, serve una struttura politica ma la gente non è pronta, molti sono influenzati dall’idea che la politica significhi solo corruzione e non bisogna creare partiti o simili. Il nostro, soprattutto mio compito essendo uno dei mediatori più abili, è quello di mettere tutti a un tavolo e cercare di formare, se non un partito, un ente pubblico che unisce sotto un certo slogan tutto quello che sta succedendo. Così potremo dire alla gente cosa fare, facciamo vedere come la democrazia può funzionare e creare un’alternativa credibile. Ci sono decina di migliaia di persone disponibili a seguirci ma dobbiamo poi convincerli delle nostre idee”. Per Bilunov, nonostante l’opposizione sia molto eterogenea (le ideologie importanti sono tre: comunisti, nazionalisti e liberali-democratici, come Bilunov) c’è la possibilità di trovare un accordo.

“Il gioco di Putin è stare al centro, né a destra, né a sinistra, senza dei veri e propri valori politici, ideologie. Forse quello che gli importa sono solo i soldi. Il potere potrebbe essere solo un mezzo per conservare il suo patrimonio”, risponde il nostro ospite a una domanda. “Altrimenti avrebbe già stipulato accordi con l’Ucraina“.

Per il 12 giugno, in occasione della festa di indipendenza, ci sarà un’altra grande manifestazione. Intanto continueranno sit-in in strada come stanno succedendo in questi giorni.

Secondo Denis Bilunov non c’è il pericolo che Putin agisca in modo autoritario sulla Costituzione per paura delle reazioni internazionali, la Russia ormai fa parte dell’Europa e dell’Occidente.

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Tutto sugli scontri di domenica scorsa a Mosca con Denis Bilunov e Andrea Riscassi. Appuntamento giovedì 10 maggio a Milano

In attesa dell’incontro con  Denis Bilunov, membro del Comitato Esecutivo del Movimento Solidarnost, e il giornalista Andrea Riscassi, giovedì 10 maggio a Milano alla Libreria Popolare di via Tadino 18, mentre Vladimir Putin viene incoronato in presenza di Silvio Berlusconi, Gehrard Schröder e Arnold Schwarzenegger, ecco l’immagine che spiega come le autorità hanno provocato gli scontri in Bolotnaya domenica scorsa…

Ulteriori chiarimenti verranno fatti giovedì da Denis Bilunov e Andrea Riscassi… vi aspettiamo!

Annaviva incontra le opposizioni russe

Mentre a Mosca l’opposizione è proprio ora in piazza contro la rielezione di Vladimir Putin, a Milano il 10 maggio Annaviva ha organizzato un importante incontro con Denis Bilunov, membro del Comitato Esecutivo del Movimento Solidarnost, e il giornalista Andrea Riscassi, in queste ore nella capitale russa per documentare le manifestazioni di protesta.

L’appuntamento è giovedì 10 maggio alle 21 alla Libreria Popolare in via Tadino 18, Milano.

Il 7 maggio Vladimir Putin varcherà per la terza volta la soglia del Cremlino per ricevere la nomina a Presidente della Federazione Russa, conquistata vincendo al primo turno le elezioni del 4 marzo scorso.

Elezioni su cui pesa il giudizio di gravi irregolarità nello spoglio denunciato dagli osservatori dell’OCSE, tra cui il deputato italiano Matteo Mecacci, che ha direttamente riscontrato, tra l’altro, la situazione di un seggio elettorale di un ospedale in cui i pazienti registrati erano 139 e i votanti 383. (http://twitter.com/#!/MatteoMecacci/status/176406283296059392/photo/1)

La novità di queste ultime elezioni russe non consiste tanto nel risultato (scontato), quanto nella reazione di tante persone che hanno manifestato civilmente e pubblicamente il loro profondo dissenso.

Nel corso degli ultimi due viaggi di turismo responsabile a Mosca, Annaviva è stata testimone oculare del coraggio e della determinazione che ha spinto un così gran numero di persone a scendere in piazza contro quello che è ormai acclarato come il Regime di Putin.

Vi aspettiamo!

Russia Unita perde consensi nel resto del Paese

Russia Unita ha subito una rara battuta d’arresto nella città industriale di Tolyatti. Domenica  il suo candidato sindaco è stato sconfitto da un avversario senza partito ma collegato con Mikhail Prokhorov.

Alexander Shakhov, ex vice capo della polizia per la regione di Samara, ha vinto solo con il 40 per cento, finendo al secondo posto dietro a Sergei Andreev che ha preso il 56 per cento dei voti, secondo i risultati ufficiali. Brutto segnale per il partito  al governo già a Mosca, ogni sabato, deve far fronte alle proteste dell’opposizione. “Si scopre che il partito non poteva comprare il supporto”, ha detto Nikolai Petrov, analista del Carnegie Moscow Center. “Questo è stato più un voto contro il partito che per Andreyev.”

Il dato conferma comunque la situazione delle elezioni del 4 dicembre quanto il partito Russia Unita ha vinto con triste 39 per cento nella regione di Samara, -10 punti sotto il suo bottino nazionale, secondo i dati ufficiali. Stessa cosa a marzo quando il presidente eletto Vladimir Putin ha ottenuto il 59 per cento dei voti presidenziali nella zona, leggermente al di sotto il livello nazionale.

Andreyev, un ex parlamentare locale e regionale, che ha tentato di sfruttare l’insoddisfazione diffusa verso la cattiva gestione del governo, aggravato da una economia in difficoltà. Il suo slogan, “contro i ladri, menzogne e violenza,” sono stati ripresi nei recenti raduni dell’opposizione. Lyudmila Kuzmina, capo della sezione locale di Golos,  ha detto che Andreyev è stato uno dei rari politici locali che hanno aiutato il gruppo. “Abbiamo invitato molti deputati a seguire un tour negli edifici storici. Andreyev è stato uno dei pochi che ha accettato il nostro invito”, ha detto, aggiungendo poi: “Non ci sono politici indipendenti in Russia. La verticale di potenza non lo permette”.

La perdita di Russia Unita in Tolyatti arriva pochi giorni dopo che un candidato senza partito ha sconfitto il candidato del giverno alle elezioni di sindaco nella città di Chernogolovka, regione di Mosca. “United Russia sta perdendo influenza nelle regioni”, ha detto Alexei Titkov, analista presso l’Istituto di politica regionale. “Ma dobbiamo tenere presente che Tolyatti e Chernogolovka sono città un po’ diverse dalle altre”.

Fonte: The Moscow Times

Elezioni russe viste da Mosca

Novy Arbat, ventunesimo piano, dalla finestra si riescono a vedere i grattacieli di epoca staliniana e oltre ancora fino alle cupole del Cremlino. Il viaggio, organizzato da “AnnaViva” (associazione nata dopo l’uccisione di Anna Politkovskaia, giornalista della Novaja Gazeta), che ci porta in Russia come osservatori internazionali delle elezioni, inizia da qui. Un programma preparato con molta attenzione, con contatti stabiliti già da Milano, ci ha portato a incontrare diverse figure della galassia che si oppone ai presidenti Putin e Medvedev. Oppositori impegnati nel mondo dell’informazione e della società civile. L’aria che si respirava già dalle precedenti elezioni di dicembre – dove “Russia Unita”, il partito di Putin, aveva subito un crollo dei consensi, scesi dal 64 al 49,54% – era quella di colossali brogli elettorali. Gli oppositori, per la prima volta, avevano manifestato pubblicamente il loro dissenso con manifestazioni e catene umane, l’ultima proprio pochi giorni prima del voto di marzo. I timori per l’ex colonnello del KGB erano rappresentati soprattutto da “Gennady Zyuganov” candidato dal vecchio partito comunista e dall’oligarca Mikhail Prokhorov, terzo uomo più ricco di Russia e discepolo di Boris Eltsin. La prima serata ci ha portato a incontrare il vicedirettore del giornale online “e-zine” “Boris Dolcin”, presente al colloquio anche il senatore del P.D. Pietro Marcenaro, a Mosca per conto del Senato Italiano come osservatore ufficiale delle elezioni moscovite.

L’opinione riportata dal giornalista si è espressa nel segno di una grande speranza riposta nei movimenti di opinione che si stanno organizzando e che potrebbero diventare l’ossatura per una futura democrazia. Questa sua speranza ci è stata riportata anche dai successivi incontri avuti con blogger molto giovani, dalla figlia della giornalista “Politkovskaia”, Vera e dal vicedirettore della “Novaja Gazeta” “Vitaly Yaroshevsky”, giornale dove lavorava Anna fino alla sua uccisione. Vitaly, analizzando il momento prima del voto, vedeva nella frammentazione dell’opposizione la debolezza del contrapporsi a un blocco granitico come quello Putiniano e sperava ancora in un risveglio delle coscienze più sensibili, pur sapendo che il mondo della cultura si era schierato in gran maggioranza con “Medvedev” e “Putin”.

Domenica 4 marzo, giornata di voto. Prima tappa ingresso al seggio 164, vicino alla casa natale del poeta e scrittore Aleksandr Puskin. All’ingresso troviamo persone sorridenti, gentili, musica popolare, (come se ai nostri seggi ci facessero sentire un bel Casadei!), atmosfera molto cordiale, fino al momento in cui si rendono conto che non siamo lì per votare, ma molti di noi scattano foto e fanno riprese: a quel punto, sempre cordialmente, ci fanno cenno che non siamo graditi. Tutt’altra atmosfera si respira alla sede di “Golos”, associazione indipendente che riceve finanziamenti anche dall’U.E., nata proprio con la funzione di monitorare la correttezza dei voti russi e dove siamo stati invitati come “AnnaViva”. Le voci amplificate e concitate arrivano da tutta la Russia, raccontano di brogli in diretta, brogli su brogli, la cosa riesce a creare malessere anche a noi che non siamo abituati a simili circostanze.

Fino a quel momento nessuno di noi poteva immaginare ciò che sarebbe poi capitato alla fine della giornata: Putin stravince con un 63% delle preferenze elettorali. Pur pensando di eliminare tutti i brogli che ci possono essere stati, più del 50% dei voti sarebbe stato sicuramente il suo. Tutte le speranze dei molti giovani, dei giornalisti, dei rappresentanti della società civile, che abbiamo incontrato, per il momento sono spazzate via. La dimostrazione di che aria tiri ancora a Mosca è stata data dalla  manifestazione per la vittoria dei Putiniani. Accesso alla piazza soltanto attraverso porte con metaldetector, timore di attentati Ceceni molto forte, migliaia e migliaia di militari, poliziotti, agenti antisommossa, mezzi militari in tutte le vie, la piazza del teatro Bolscioi è un enorme accampamento, uno schieramento di forze tale da far apparire le nostrane manifestazioni degli anni settanta come gite dell’oratorio accompagnate dai vigili urbani. Il tutto si conclude con le lacrime in diretta del nuovo zar Putin.

Il ritorno a Milano ci ha lasciato un’amara consapevolezza: la democrazia come la s’intende ad Ovest di Mosca dovrà ancora attendere.

Sante Cecchi

P.S. Le prime persone che si sono congratulate con il nuovo zar di Russia sono state il presidente siriano Assad ed il nostro Silvio Berlusconi.

Annaviva a Mosca, photogallery delle elezioni russe

Mentre l’opposizione russa torna in piazza, noi di Annaviva ricordiamo i momenti vissuti lo scorso weekend a Mosca, dove abbiamo assistito alle elezioni che hanno riportato Putin alla poltrona di presidente:

Ricordiamo che Annaviva nei mesi scorsi ha organizzato presidi di solidarietà in contemporanea con le manifestazioni russe a Milano e a Roma. Questa volta abbiamo deciso di fare un “corteo web” su twitter e facebook facendo rimbalzare in rete tutto quel che succederà oggi a Mosca e dintorni.
Usiamo l’hashtag #occupyKremlin e coinvolgiamo il maggior numero possibili di amici!

Foto di Andrea Riscassi, Carlotta Mariani, Luca Bertoni, Marina Davydova e Micol Sarfatti